mercoledì 8 ottobre 2014

Lettera ai Lavoratori di Massimo Cestaro, Segretario Generale SLC CGIL


Alle Lavoratrici, Ai Lavoratori

Stiamo tutti preparando la MANIFESTAZIONE DEL 25 OTTOBRE.
Come è tradizione antica e consolidata della CGIL, tutte le nostre manifestazioni sono di protesta e di proposta.
Oggi però c’è qualcosa in più per cui la risposta deve essere più larga e più forte possibile. Vi è infatti una esplicita azione, anche mediatica e su larga scala, tesa a delegittimare il nostro sindacato su uno degli aspetti per noi più sensibili: Saremmo i difensori dei “garantiti” contro i giovani e contro i precari.
Anzitutto verrebbe da chiedere a tutti quegli assidui frequentatori di talk show, se qualche volta hanno avuto anche il buon gusto di volgere lo sguardo dentro le sedi dove le parti sociali hanno dovuto affrontare gli effetti drammatici della crisi sull’occupazione e vedere lì le facce dei “garantiti” che perdevano il posto di lavoro.
Ma quella che appare davvero come una volgare mistificazione ‐ non sappiamo se per calcolo o per pura ignoranza, probabilmente per entrambi ‐ è la domanda retorica che ci viene posta: quando si allargava il precariato, voi dove eravate?
Bene, noi eravamo lì, con gli occupati, con i disoccupati e con i precari: cioè con tutti coloro i quali hanno in mente il lavoro come condizione irrinunciabile per dare dignità alla propria vita. Abbiamo dovuto combattere contro una legislazione che, scientificamente, ha puntato a sottrarre intere generazioni dalla sfera dei più elementari diritti di cittadinanza. Questi nuovi esponenti di una politica
ottocentesca farebbero bene ad andare a riguardare le nostre azioni sindacali (nostre, di SLC, ma solo per parlare di cose che conosciamo bene!) sui Call Center, sull’editoria, sull’emittenza, sulla produzione culturale! Andassero a rivedersi le interviste televisive ai precari, ripresi di spalle e con la voce contraffatta per non farsi riconoscere: da chi? Da noi? O piuttosto dalle imprese, spesso cooperative, per le quali lavoravano? Eppure l’attenzione di oggi è tutta rivolta al sindacato che, colpevolmente, non avrebbe associato e quindi rappresentato quel lavoratore precario, mentre nessuno sembra porsi la domanda di quanto quel lavoratore fosse davvero LIBERO di esercitare compiutamente i suoi diritti costituzionali.
Siamo perfetti? No. Errori ne abbiamo fatti anche noi e forse non siamo stati una “sponda” sufficientemente solida per quei lavoratori. Ma nessuno dica che non abbiamo provato ad opporci, anche con la contrattazione collettiva e con qualche risultato, al dilagare del precariato, voluto fortemente e consapevolmente dalle imprese come strumento competitivo sul mercato del lavoro per abbassare le tutele di tutti e col sostegno della Legge che, com’è noto, è sempre sovraordinata rispetto ai contratti.
Diamo una risposta forte e autorevole per riaffermare il valore della rappresentanza di milioni di cittadini! Portiamo in piazza gli occupati, i precari, i disoccupati. Portiamo i fatti, la loro realtà e le loro condizioni materiali che sono sempre più dure delle chiacchiere! Il Paese non lo si cambia senza di noi e solo una politica stolta e miope può pensare di cambiarlo CONTRO di noi.

Roma, 8 Ottobre 2014

        Massimo Cestaro
Segretario Generale SLC‐CGIL

mercoledì 17 settembre 2014

Call Center - Dichiarazione Stampa di Michele Azzola


Call Center
Dichiarazione Stampa di Michele Azzola

Renzi basta con la solidarietà, servono atti concreti

Se Renzi decidesse veramente di occuparsi della crisi occupazionale che sta investendo i Call Center, sarebbe sufficiente che il Governo recepisse la Direttiva Europea n° 23 del 2001, estendendo le tutele previste dall’articolo 2112 del codice civile anche ai cambi di appalto.

Nella vertenza che vede contrapposte British Telecom e Accenture, l’assenza di una normativa puntuale sta determinando un’aberrazione dei comportamenti. Siamo al punto per cui il fornitore del servizio dovrebbe pagare il cliente per rendergli il ramo d’azienda acquisito anni prima.
Non ci è mai successo in tanti anni di trovarci di fronte a una vertenza di questo tipo. Per dare garanzie occupazionali ai 262 lavoratori di Palermo, Accenture dovrebbe pagare British Telecom
che solo in questo caso si riprenderebbe il suo ex ramo aziendale, minacciando come alternativa l’assunzione di nuovo personale nonostante in azienda sia presente un accordo per la solidarietà che riduce l’orario di lavoro anche degli addetti di questa attività.

La crisi dei call center che sta attraversando l’Italia non ha eguali in nessun altro Paese europeo, dove le aziende si trovano a fare i conti unicamente con la crisi. In Italia no: il fenomeno dipende quasi esclusivamente da un vuoto normativo che permette di cambiare il fornitore dei servizi, che a tal punto licenzia tutto il personale occupato su quella attività, solamente per abbassare i costi dell’appalto. Una competizione che oltre ad ammazzare la professionalità e la qualità del servizio prestato, apre inevitabilmente la strada alle delocalizzazioni verso Paesi a minor costo della manodopera.

Il Governo presieduto da Renzi sa benissimo vista la lunga trattativa condotta dal vice ministro Claudio De Vincenti, che sarebbe sufficiente prevedere le clausole sociali, nei caso di cambi da appalto, che tutelino l’occupazione esistente, esattamente come disciplinato dagli altri Paesi Europei in rispetto alla Direttiva Europea sulla tutela dell’occupazione.

La paura del cambiamento e le resistenze sollevate dalla parte più retriva del mondo delle imprese ha impedito sino ad ora una scelta definitiva da parte del Governo. Speriamo solo di non continuare a ricevere pacche sulle spalle (il Ministro Poletti nel Call Center di Almaviva, Renzi con Accenture) ed assistere invece ad un atto semplice in grado di cambiare in meglio il mercato dei call center. Nel caso opposto Renzi dovrebbe spiegare perché le tutele esistenti negli altri Paesi europei non possono essere applicate anche in Italia e perché la vita dei tanti lavoratori e lavoratrici dei call center siano sacrificabili in nome di un mercato completamente privo di regole e in cui la responsabilità sociale restano termini buoni solo peri i convegni pubblici.

E’ evidente che se nell’incontro di domani non ci sarà un impegno preciso del Governo ad intervenire su questo stato di cose e la vertenza Accenture / British Telecom resterà senza soluzione, sarà necessario produrre una nuova mobilitazione del settore per chiedere il rispetto delle regole europee.

Roma, 15 Settembre 2014

giovedì 4 settembre 2014

Comunicato Sindacale Wind-Retail

COMUNICATO
Wind Retail: Basta con lo stillicidio delle chiusure! 
L'azienda faccia chiarezza sul piano di sviluppo!

Continua lo stillicidio di chiusure di punti vendita di Wind Retail: fra la fine di luglio e quella di agosto ne sono state annunciate altre tre. Chiusure che contestiamo radicalmente nel metodo e nel merito.
Nel metodo perchè tutto avviene nel più completo spregio delle relazioni sindacali (relazioni che gia in condizioni "normali sono pressoché inesistenti, sopratutto sui territori). Spesso ai lavoratori viene notificato l'avvio delle procedure di licenziamento individuale con semplice raccomandata ed il sindacato viene coinvolto, nella migliore delle ipotesi, a cose fatte.
Nel merito perchè a questo punto appare evidente un cambio di strategia industriale dell'azienda. Quando si chiudono punti vendita in luoghi dove, di contro, si aprono realtà in franchising è evidente che l'azienda stia  scegliendo un modello differente rispetto a quello che, come sindacato, invece condividemmo alla nascita di Retail. Se questo dovesse essere l'effettivo progetto è chiaro che ci troveremmo, nel giro di pochi mesi, di fronte al rischio reale di un forte ridimensionamento occupazionale (anche perchè ad oggi, anche a causa dell'assenza di relazioni sindacali stabili, i casi di ricollocamento nell'azienda o nel gruppo sono stati davvero limitati). E' evidente che una prospettiva simile non potrà che vederci fortemente contrari.
A questo punto chiediamo all'azienda di fermare le procedure in corso e di convocare in tempi rapidissimi un incontro alla presenza dei responsabili massimi di Wind Retail. Non si può più rimandare un confronto serio sulle reali prospettive che il management ha in mente.

Roma,1 Settembre 2014


Le Segreterie Nazionali di SLC-CGIL, FISTEl-CISL e UILCOM-UIL

mercoledì 27 agosto 2014

COMUNICATO SINDACALE SLC-CGIL Catania: ”WIND RETAIL LICENZIA A CATANIA”

COMUNICATO SINDACALE
SLC-CGIL Catania:
”WIND RETAIL LICENZIA A CATANIA”

SI RICOMINCIA!!!

Il territorio catanese viene nuovamente offeso dal comportamento irresponsabile, immorale ed antisindacale a mezzo del quale l’azienda Wind Tlc spa, attraverso la sua controllata Wind Retail s.r.l., volutamente si distingue ed in cui si identifica anche a livello nazionale.
Dietro il cupo velo di discutibili problematiche di natura economica dei punti vendita e della tanto decantata ed opinabile “non ricollocabilità” da parte dell’azienda, la stessa licenzia i suoi lavoratori in modo nascosto, silenzioso ed irriverente verso le loro famiglie, le OO.SS e le Istituzioni ed i Decisori Pubblici locali con i quali queste collaborano per contenere la disoccupazione territoriale.
Questa volta questa sorte è toccata al punto vendita di Wind Retail s.r.l., sito nell’ambito del centro commerciale di “San Giuseppe La Rena”  in Catania.
I lavoratori presso di esso in forza, in questi giorni si sono visti recapitare  delle missive con cui vengono informati dell’istanza prodotta dall’azienda al DPL di avviare le procedure di conciliazione in conseguenza all’imminente chiusura del punto vendita ed alla loro non ricollocabilità.
Lo scopo è dunque chiaro;
Ridurre il costo del lavoro con lo strumento più abietto: il licenziamento mascherato da conciliazione;


QUESTO ATTEGGIAMENTO E’ INACCETTABILE!

La scrivente  Segreteria Provinciale dell’O.S. SLC CGIL denuncia con forza il comportamento antisindacale dell’azienda WIND insito,
·        nell’unilateralità’ ed  arbitrarietà della  sua condotta
·   nel mancato rispetto delle procedure di conciliazione dettate dalla normativa vigente per le aziende con identità nazionale
·  nella volontà aziendale di non prendere in considerazione le “Relazioni Industriali” e nel non voler cercare in seno ad esse un confronto per addivenire alla ricollocabilità dei lavoratori.
Questa Segreteria , per la  dovuta difesa dei livelli occupazionali ed offrendo la massima tutela sindacale e legale, invita tutti i lavoratori a disattendere tutte quelle convocazioni che non abbiano trovato luogo in sede sindacale.
Diffida WIND a perpetuare questo comportamento aspettandosi l’immediato abbandono del percorso dalla stessa ad oggi intrapreso, rispetto al quale la risposta del sindacato sarà ferma e durissima, ed il contestuale avvio di un pregiato confronto sindacale territoriale.

Catania, 22-08-2014                              
        Il Segretario Generale SLC CGIL

sabato 9 agosto 2014

Vademecum CDS

E' stato preparato un vademecum con le informazioni utili ad affrontare il prossimo periodo che ci vedrà coinvolti nel Contratto di Solidarietà.
Non è completo e alcune informazioni qui presenti potranno subire cambiamenti, ci saranno quindi opportuni aggiornamenti in base a come si svilupperà l'applicazione in WIND del CDS.

Le RSU SLC CGIL

venerdì 1 agosto 2014

Assemblea retribuita Martedì 5 agosto 2014

Comunicato Sindacale

 WIND 
 MARTEDI’ 5 agosto 2014

ASSEMBLEA RETRIBUITA DI UN’ORA

Ordine del giorno:

Accordo 29 Luglio per Contratto di Solidarieta’
   

Le assemblee avranno luogo nei seguenti orari:

 

-dalle   9,30 alle 10,30 saletta 1  Palazzo Uffici 2      

-dalle 14,30 alle 15,30 saletta 1 Palazzo Uffici 2

-dalle 16,30 alle 17,30 saletta 1 Palazzo Uffici 2

  




mercoledì 30 luglio 2014

Accordo Contratto di Solidarietà e Prossima Assemblea

Sono pubblicati nel box qui a lato i testi dell'Accordo del 29 luglio 2014 e a lettera alle Organizzazioni Sindacali.
Verrà organizzata un'assemblea all'inizio della prossima settimana dove verranno esplicati tutti i punti dell'accordo.

Le RSU di Ivrea

Commenti

Chiedo a tutti coloro che ci scrivono e commentano i post, di fornire elementi utili alla risposta dei loro quesiti, una firma o una mail.
Per una scelta redazionale delle rsu slc, questo blog non vuole essere una piattaforma politica di propaganda bensì una finestra utile per tutti nella quale possiamo pubblicare e diffondere informazioni, per questo motivo non vengono pubblicati i vostri commenti, ma a essi, quando possiamo, rispondiamo volentieri e da essi rileviamo spunti utili e preziosi.

Grazie, Alessandro