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venerdì 7 agosto 2015

Dichiarazione stampa Michele Azzola Segretario nazionale SLC-CGIL

Tlc: Azzola (Slc Cgil) su fusione Wind – 3 Italia: bene consolidamento, ora ripensare politiche di settore. Chiederemo incontro a società

Dichiarazione stampa Michele Azzola
 Segretario nazionale SLC-CGIL


“L’atteso annuncio della fusione tra Wind e 3 Italia è una notizia positiva perché anche nel nostro Paese era  necessario procedere a un consolidamento del mercato per garantire gli ingenti investimenti che le imprese di telecomunicazioni dovranno realizzare nei prossimi anni.” così dichiara Michele Azzola, segretario nazionale Slc Cgil.
“La fusione non va considerata come un elemento a se stante ma va vista in prospettiva nell’ambito del ripensamento dell’intero settore delle TLC che – aggiunge Azzola - negli ultimi anni, divorato da una competizione sui prezzi senza paragoni in altri mercati europei, ha incentrato tutte le sue politiche sulla riduzione dei costi, rallentando gli investimenti necessari e peggiorando la qualità complessiva del servizio offerto ai clienti.”
“Questa condizione ha generato, nell’ultimo triennio, un decadimento della qualità del lavoro con numerose crisi occupazionali che si sono aperte e una generale perdita di diritti e salario per tutto il personale impiegato nel settore, con il ritorno, attraverso la politica degli appalti, a forme di lavoro irregolare e mal retribuito e costi sociali enormi, in termini di ammortizzatori.”
“La fusione deve diventare l’occasione per ribaltare la politica della riduzione dei costi – prosegue il sindacalista - e sviluppare una competizione che metta al centro del processo il cliente, focalizzando politiche di servizi innovativi e di qualità con cui assicurarsi la fidelizzazione.”
“Il giudizio sulla fusione non potrà, però, prescindere dall’illustrazione del piano industriale del nuovo colosso italiano delle TLC, con particolare riferimento alle ricadute occupazionali che il progetto comporterà e agli strumenti di gestione che si intenderanno adottare.”
“E’ evidente che se la fusione dovesse comportare tagli occupazionali inaccettabili, vedrà il sindacato schierarsi con i lavoratori per modificarne l’impostazione – conclude Azzola. Se, come noi speriamo, il piano sarà incentrato sugli interventi di riequilibrio necessari e sulla scelta di strumenti da adottare che evitino ricadute traumatiche sui lavoratori, troverà il sindacato pronto a fare la sua parte. Per questi motivi, già dai prossimi giorni procederemo a chiedere ai vertici delle due società un apposito incontro.”

Roma 6 agosto 2015

giovedì 11 ottobre 2012

Accordo WIND OO.SS. 2012 - Dichiarazione Stampa di Michele Azzola


Dichiarazione Stampa di Michele Azzola

RETE WIND RAPPRESENTA UNA SCOMMESSA SUL PAESE.
AZIENDA APRE A CLAUSOLE SOCIALI NEGATE NEL CCNL



L’accordo raggiunto nella tarda serata di ieri, dopo oltre 40 ore di trattativa, che scongiura la cessione della rete e salvaguarda l’occupazione dell’azienda, rappresenta una vera scommessa sul Paese.
La differenza tra manager e imprenditori che, da un lato, sviliscono continuamente il nostro Paese dimenticandosi di quanto hanno avuto e il gruppo dirigente di Wind, dall’altro, che ha accettato la scommessa proposta dal sindacato su un modello industriale diverso, evidenzia che esiste la possibilità di salvaguardare gli interessi dell’impresa partendo proprio dalla tutela e dal coinvolgimento della principale risorsa a disposizione, i propri dipendenti.
L’accordo, che sviluppa un modello organizzativo più efficiente e produttivo oltre a legare il salario aziendale di secondo livello ai risultati dell’impresa, salvaguarda l’intero perimetro occupazionale scongiurando la cessione di 1700 dipendenti il cui futuro sarebbe diventato molto incerto.
Va evidenziato il coraggio del gruppo dirigente che ha evitato di seguire il pensiero comune, attraverso l’esternalizzazione di un pezzo fondamentale delle proprie attività, scommettendo invece sulla possibilità di competere sul mercato proprio grazie al coinvolgimento del proprio personale.
Nei prossimi mesi due saranno i modelli industriali presenti sul mercato italiano per le aziende di Telecomunicazioni: un primo tutto incentrato unicamente sulla riduzione dei costi e uno, quello scaturito dall’accordo di Wind, che punta sulla qualità del servizio da offrire al cliente e sulla ripresa del Paese.
Nel testo dell’accordo, infine, è presente anche una soluzione che fa assumere la responsabilità sociale dell’impresa nei confronti dei lavoratori occupati negli appalti: questo è il nodo per cui non si è riusciti a rinnovare il contratto nazionale di lavoro delle telecomunicazioni. Siamo convinti quindi che la scelta di Wind sarà premiata dal mercato attraverso una maggior penetrazione a danno di chi pensa di poter risolvere i problemi attraverso il contenimento dei costi e la negazione dei diritti dei lavoratori facendo, in questo modo, crollare la qualità dei servizi offerti.
L’accordo è talmente importante da essere stato accolto, dopo la firma, dagli applausi della delegazione sindacale presente e delle RSU giunte da tutta Italia.

Roma, 11 ottobre 2012

martedì 18 settembre 2012

Sciopero TLC: Dichiarazione Stampa


Dichiarazione Stampa di Michele Azzola
Segretario nazionale SLC-CGIL
su Sciopero Settore TLC 17 Settembre2012

  
MASSICCIA ADESIONE A SCIOPERO TLC E PRESIDI LOCALI.
19 OTTOBRE MANIFESTAZIONE A ROMA

 "La massiccia adesione allo sciopero e la grande partecipazione ai presidi organizzati in tutta Italia sono la dimostrazione che lavoratori e sindacato sono uniti nella lotta per ottenere le clausole sociali a tutela dell'occupazione. Non ci stancheremo di ripetere che si tratta di una norma di civiltà - così dichiara Michele Azzola, segretario nazionale Slc Cgil in merito allo sciopero indetto per oggi, lunedì 17 settembre per l'intero comparto delle Tlc.

"E' inimmaginabile che, a fronte di un cambio d'appalto e/o di una esternalizzazione, i lavoratori vengano licenziati e posti a carico dello stato mentre le aziende ne assumono altri, magari godendo di ulteriori sgravi fiscali. Non servono grandi imprenditori o manager per realizzare tali politiche ed ottenere siffatti risultati - prosegue il sindacalista.

"Il Paese ha bisogno ora di imprese che scommettano, insieme ai propri dipendenti, per far ripartire la crescita e traghettare l'Italia fuori dalla stagnazione in cui è impantanata da anni ormai. Il segnale dato oggi dovrebbe essere sufficiente per far comprendere alle controparti che il tema della tutela occupazionale di migliaia di giovani e donne non è eludibile ma va anzi affrontato e risolto nel corso del rinnovo contrattuale."

"Se la mobilitazione di oggi non bastasse - conclude Azzola - il 19 ottobre si replicherà con una grande manifestazione nazionale a Roma di fronte le sedi delle associazioni datoriali."


Roma, 17 settembre 2012